Il programma elettorale

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::::::::::::::::::::::::::: DATI ELETTORALI IN TEMPO REALE :::::::::::::::::::::::::

  
 Dati aggiornati dall'Ufficio Elettorale del PDL Salerno

 

1155 SEZIONI  SU 1155
   

Voti

Percentuale

355.067

55,66%

 
 
 

Voti

Percentuale

279.283

43,78%

 
 

Voti

Percentuale

1998

0,31%

 
 

Voti

Percentuale

1546

0,24%

 
 
Ultimo aggiornamento ( martedì 09 giugno 2009 )
 
Con Cirielli per cogliere la sfida del cambiamento

 Non intendo sottrarmi alla tradizione di concludere la campagna elettorale con un appello. Ma voglio farlo in modo inconsueto, invitando al ragionamento.

Vi è una tendenza generalizzata nell’opinione pubblica a voler eliminare l’istituto della Provincia, sull’onda della giusta aspirazione a ridurre la spesa pubblica. Ed è facile comprenderne le ragioni: funzioni che si sovrappongono, incarichi che si moltiplicano solo per saziare la fame di poltrone, incapacità di interpretare il ruolo reale dell’Ente provinciale, che è quello di coordinamento dell’azione dei comuni, di governo delle aree vaste, di programmazione, pianificazione e regolazione, prima ancora che di gestione. Mi sono chiesto il perché di questa diffusa aspirazione popolare; perché cioè tanta avversione nei confronti della Provincia e non, ad esempio, delle Comunità montane, dei Consorzi, delle Società miste, delle Autorità di Bacino, e delle decine e decine di altre istituzioni, non sempre realmente necessarie, ma sempre tanto costose per le nostre tasche. E, riflettendoci, una risposta c’è: su 106 Province attive (tre sono state istituite ma non ancora attivate) il 68,87% sono governate dal P.D. o comunque da partiti di sinistra; il 24,53%  dal P.d.L. ed il restante 6,6% da formazioni politiche minori. In realtà il Popolo non critica la Provincia in sé come istituzione, rigetta il metodo di governo con cui in larghissima maggioranza sono state rette fino ad oggi. E di ciò la classe dirigente di sinistra è perfettamente consapevole, ché cioè sta per perdere una parte significativa delle poltrone. Non c’è da stupirsi, quindi, che stia cercando di trasformare a livello nazionale la Politica in gossip.
E qui l’appello: non facciamoci fregare dalla subdola manovra pre-elettorale orchestrata da Franceschini e compagni!  Il vero scandalo sono stati i rifiuti in Campania, il tentativo di svendere l’Alitalia ai Francesi, la voragine dei debiti pubblici prodotti dalla sanità in Campania, la gestione allegra di un sistema di potere, cui non si sottrae la nostra Provincia o il Comune di Salerno, e che più volte ho denunciato in campagna elettorale. Il vero scandalo sono la povertà e l’arretratezza, cui la politica clientelare del centrosinistra ci ha relegati!
Se, sull’onda emotiva prodotta da notizie scandalistiche o dall’ennesimo tentativo giudiziario dovessimo, sfiduciati, pensare che “sono tutti uguali”, che per protesta “non dobbiamo andare a votare”… favoriremmo solo il sistema di potere clientelare del centro-sinistra, radicato e pervasivo, i cui stipendiati e le cui truppe a votare andranno senz’altro!
E, invece, cambiare si può. Anzi, cambiare si deve! Ho cercato in questi giorni frenetici di incontri e di strette di mani, di non dire parole retoriche, di non promettere nulla che non fosse nelle mie possibilità, di non ingenerare speranze cui ritenessi di non poter dare adeguate risposte. Una cosa ho promesso e intendo ribadire con questo messaggio finale: il mio impegno, la mia dedizione, la volontà ferma mia e della classe dirigente che mi affianca di operare il cambiamento. Al di là delle ideologie, caduti tutti gli steccati, vi invito, con tutta la voglia di riscatto che ci accomuna, a cogliere, insieme a noi, la sfida del cambiamento.

Ultimo aggiornamento ( sabato 06 giugno 2009 )
 
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Cari Amici,

il cambiamento non è un valore in sé.
Ma quando si vive l’esperienza della persistente carenza di progetto, quando si misurano le insufficienze e gli arretramenti sul fronte economico, sociale, culturale, è certamente errato voler perseverare a tutti i costi.

Ecco perché il cambio di governo della Provincia costituisce un’occasione e un’opportunità da non perdere: un’occasione, per sperimentare finalmente un nuovo modello di relazioni politiche, più vicino alle comunità locali e più utile al territorio; una opportunità, per collegare la nostra Provincia al circuito virtuoso dei rapporti istituzionali nazionali e, fra breve, regionali; ma soprattutto per restituire reale credibilità ad una Istituzione, quella provinciale, che tanto può fare in termini di coordinamento delle politiche di area vasta, stimolo e sostegno alle comunità locali, intervento sussidiario...

Ultimo aggiornamento ( sabato 06 giugno 2009 )
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